Un concorso di idee per valorizzare il Giardino della Memoria

Pubblicato il 24 febbraio 2022 • Bandi di gara , Comune

L’iniziativa a 75 anni dalla chiusura del campo n. 34 che accolse migliaia di profughi ebrei

Mellone: “Basta strumentalizzazioni, il Giardino diventerà luogo centrale della Memoria”

Un concorso di idee – “di-Segnare l’accoglienza – Un Ponte sul Mediterraneo” – per intercettare e sostenere progetti e competenze utili al recupero e alla valorizzazione del Giardino della Memoria di Santa Maria al Bagno. L’amministrazione comunale, nel settantacinquesimo anniversario della chiusura del D.P. Camp n. 34 che accolse migliaia di profughi ebrei liberati dai lager nazisti e in viaggio verso il nascente Stato di Israele, intende celebrare la ricorrenza in questo modo, onorando la Medaglia d’Oro al Merito Civile conferita alla città nel 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi proprio per l’assistenza prestata ai profughi ebrei negli anni tra il 1943 e il 1947. Peraltro, da tempo è in corso un’interlocuzione tra i vertici dell’U.C.E.I. (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), della Regione Puglia e del Comune di Nardò proprio al fine di valorizzare la storia del territorio di Santa Maria al Bagno e (con il supporto della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio) un bene dall’alto valore simbolico come il Giardino Della Memoria. 
Il Giardino, com’è noto, sorge a pochi metri dal Museo della Memoria e dell’Accoglienza, nel quale sono custoditi, tra le altre cose, due murales realizzati da Zivi Miller, che rappresentano l’Aliyah Bet (il viaggio che dopo la guerra condusse i sopravvissuti ebrei nella Terra Promessa) e ne sono l’unica testimonianza di tipo grafico in Europa. In tempi recenti, infatti, alcuni residenti della zona hanno piantato in quel punto della costa agavi ed altre piante nel ricordo dei profughi ed in particolare di Fredy Weisz, arrivato a Santa Maria al Bagno nel 1945 con la Croce Rossa Internazionale dopo aver perso la sua famiglia ad Auschwitz e scomparso qualche anno fa. Si tratta di uno spazio attualmente non valorizzato in modo adeguato in relazione ai profondi significati della Memoria e della vicenda dell’accoglienza. Obiettivo dell’amministrazione è anche quello di “legare” il Giardino da un punto di vista simbolico e funzionale con l’area attigua del costruendo terminal per idrovolanti, “ponte” tra diverse comunità. 
“Il Giardino – dice il sindaco Pippi Mellone – diventerà un luogo centrale nella liturgia della Memoria, sarà punto d’incontro tra comunità, nel segno di quello che rappresentarono il territorio neretino e i suoi abitanti negli anni cruciali dell’accoglienza dei profughi. Avrà finalmente una sua dignità formale nel rispetto delle leggi, sarà protetto, curato e pulito periodicamente, avrà visibilità. Finirà di essere un luogo buono solo per sventolare vessilli ideologici o politici oppure per essere strumentalizzato a fini di comodo, peraltro dopo essere stato a lungo abbandonato. Ad un certo punto, infatti, il Giardino è stato usato pretestuosamente per difendere l’interesse privato di un singolo e mettere a repentaglio gli interessi collettivi di un progetto ambizioso, quello del terminal per gli idrovolanti, che la Ue ha premiato con un sacco di soldi. Del resto, chi ha davvero a cuore il Giardino non può opporsi al progetto degli idrovolanti e alla volontà dell’amministrazione di valorizzare finalmente il patrimonio rappresentato da quel luogo o dal vicino museo. Esattamente come stiamo facendo. Questa è una delle vicende più emblematiche del fatto che c’è chi lavora per il bene della città e c’è chi lavora per uno schifoso tornaconto politico”. 
Le proposte progettuali dovranno essere finalizzate al recupero e valorizzazione del Giardino della Memoria, che dovrà diventare – come recita il bando di concorso – “un’area aperta, popolata da piante, accogliente e confortevole, area di passeggio, contemplazione e riflessione, luogo di condivisione di tempi, storie e spazi, inclusivo e assolutamente privo di ogni barriera architettonica, generatore di relazioni intergenerazionali e interculturali tra persone, territori e funzioni circostanti, a partire dal vicino Museo della Memoria e dell’Accoglienza”.  
Il costo stimato per la realizzazione degli interventi è di 100 mila euro, di cui 50 mila già stanziati dal Comune di Nardò e il resto da finanziare con somme messe a disposizione dallo stesso Comune o dalla Regione Puglia (già disponibile al cofinanziamento). Possono partecipare al concorso i prestatori di servizi di ingegneria e architettura (liberi professionisti singoli o associati), società di professionisti, società di ingegneria, raggruppamenti temporanei o consorzi ordinari di professionisti, consorzi stabili di società di professionisti o di società di ingegneria. Per poter partecipare è necessario registrarsi sulla piattaforma telematica “Tutto Gare” della SUA Nardò-Ugento raggiungibile al link: https://suanardo.tuttogare.it/archivio_concorsi/. Allo stesso link è disponibile il testo integrale del bando. Il concorso si concluderà con una graduatoria e con l’attribuzione al primo classificato di un premio di tremila euro, oltre Iva e cassa professionale come previsti per legge. Allo stesso sarà affidata la progettazione e la direzione dei lavori. 
La nomina della commissione giudicatrice, composta da tre membri, avverrà successivamente alla scadenza del bando, fissata alle ore 12 del 26 aprile 2022
                                                                                                              Ufficio stampa