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Le cartografie storiche in cui è presente la città neretina sono cinque cartografie prodotte in tempi differenti. La cartografia più antica di Nardò è quella del Piri Re’is, risalente al 1526 ed  inserita in una più ampia mappa di navigazione raffigurante la città di Gallipoli con il tratto costiero a N sino al litorale neretino e con il tratto costiero a S sino al litorale di Ugento.

Nella tipologia simbolica adottata la città viene raffigurata come dotata di mura e con cinque torri di differenti dimensioni, indicanti il suo status di città fortificata e di importanza strategico- militare.
La seconda cartografia è quella realizzata dall’incisore olandese  Jean Blaeu verso la metà del XVII sec.; dedicata a G. Acquaviva, a quel tempo duca della città.
Un’altra cartografia fu pubblicata ad Amsterdam nella seconda metà del XVIII sec.(1680) da Cornelio Dankerts, detto il Giovane, incisore olandese che raffigurò in una unica tavola tutte le città fortificate del Regno di Napoli, per un totale di 18 fortezze.
Fu poi pubblicata nel 1704 ad Amsterdam dal Mortier nel Noveau Theatre d’Italiem la cartografia del Blaeu  ma con un’aggiunta marginale.
Un’altra cartografia anonima, fu pubblicata da G. Bernardino Tafuri nella prima metà del XVIII sec.; la scala della pianta , indicata dallo stesso autore, è di 1: 200.
Esiste, inoltre, una più recente planimetria della città, in scala 1:200 e risalente al 1887, realizzata dall’ingegnere Quintino Tarantino, su incarico della Amministrazione Comunale dell’epoca al fine di redigere un progetto di sistemazione della “estramurale di Nardò”, ossia dell’anello viario che cingeva le mura della città, in parte ottenuto dal riempimento del fossato, effettuato intorno alla metà del XVIII sec.

Documentazione grafica e fotografica

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