Questo sito utilizza i cookie che consentono di erogare servizi agli utenti. Continuando la navigazione si acconsente all'uso dei cookie.

A- A A+

Valuta il servizio: faccinasiPositivo     faccinasoSufficiente     faccinanooNegativo

IL CORAGGIO DI PAOLO, A 26 ANNI DALL’ORRENDO POMERIGGIO DI VIA D’AMELIO

COMUNICATO STAMPA Mercoledì 18 luglio 2018

IL CORAGGIO DI PAOLO, A 26 ANNI DALL’ORRENDO POMERIGGIO DI VIA D’AMELIO

Cerimonia con De Donno e Mignone per ricordare l’uomo che sfidò Cosa Nostra locandina Borsellino

Ricorre domani, giovedì 19 luglio, il 26esimo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo e dell’uccisione del magistrato Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta. Il Comune di Nardò ricorda uno dei più gravi fatti della storia recente del Paese con Il coraggio di Paolo, una cerimonia in programma alle ore 18 nella sala consiliare “Renata Fonte” del castello Acquaviva d’Aragona. L’obiettivo dell’iniziativa è ricordare la figura di Borsellino e la pesantissima eredità di valori e di ideali che la sua vicenda personale e professionale ha lasciato. Borsellino fu l’uomo che sfidò Cosa Nostra e per questo resterà uno dei simboli più fulgidi della lotta alla mafia.

Interverranno il presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna, il vicesindaco Oronzo Capoti, il capo della Procura di Brindisi Antonio De Donno, il procuratore aggiunto della Procura di Lecce Elsa Valeria Mignone e il presidente del Rotary Club Nardò Vincenzo Renna. In aula anche i ragazzi di Archeoclub Nardò e del gruppo Scout Nardò 2. È prevista la proiezione di un video e la lettura di alcuni pensieri dello stesso magistrato.

“Ricordare è essenziale - dice il presidente del Consiglio Andrea Giuranna - perché l’esempio di Paolo Borsellino è ancora straordinariamente attuale e utile, visto che la mafia è cambiata dal quel terribile 1992, ma certamente non è stata sconfitta. Né sul fronte del business illecito che genera, né su quello dell’atteggiamento, dei costumi e dell’ambiente in Sicilia e fuori dalla Sicilia. Nei giorni in cui la figlia di Paolo, Fiammetta, chiede nuova luce sul depistaggio sulla strage, abbiamo il dovere di esaltare il sacrificio di un magistrato coraggioso. Ringrazio chi ha accettato di intervenire a questa iniziativa e in particolare la dottoressa Mignone, che torna a parlare di legalità nella nostra città e che può offrirci la sua grande esperienza e la sua squisita sensibilità su questi temi”.

                                                                                     Ufficio stampa